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Bomba in Gaza: La Casa Bianca Risponde

Israele intensifica gli attacchi a Gaza City mentre Trump discute il dopoguerra alla Casa Bianca e l'Arabia Saudita propone una forza di sicurezza senza Hamas. Intenso bombardamento israeliano causa alta mortalità e distruzione, con l'ONU allerta per la crisi
Edifici bombardati e fumo salgono a Gaza City con militari

Israele ha intensificato la pressione su Gaza City, mentre negli Stati Uniti il presidente Trump ha presieduto una riunione per discutere il “dopoguerra”. Tuttavia, rimane incerta la durata e l’esito del conflitto. Il portavoce dell’esercito israeliano ha inviato un messaggio ai palestinesi che si sono rifugiati nella più grande città della Striscia di Gaza, avvertendo che l’evacuazione è inevitabile. Questo mentre i bombardamenti contro Gaza City si intensificano. L’operazione, decisa a inizio agosto dal governo israeliano, mira a sconfiggere Hamas e a ottenere un’occupazione permanente della città. La situazione sanitaria all’interno di Gaza è già drammatica. Il direttore dell’ospedale al-Shifa ha dichiarato che, se le forze di occupazione invadessero Gaza City, si assisterebbe a un massacro. Le risorse mediche sono esaurite e le sale operatorie stanno scarseggiando.

Nel frattempo, l’opinione pubblica internazionale è stata galvanizzata da una riunione alla Casa Bianca che ha visto la partecipazione del presidente Trump, dell’inviato speciale statunitense per le missioni di pace, del genero di Trump, del Segretario di stato e dell’ex primo ministro britannico. Durante l’incontro, è stato anticipato un piano complessivo per il futuro della Striscia di Gaza. Tuttavia, dalle indiscrezioni sembra che siano stati presi pochi accordi concreti. La carestia in corso è una minaccia imminente, e la vicecoordinatrice per le Emergenze delle Nazioni Unite ha avvertito il Consiglio di sicurezza che un fallimento avrà conseguenze irreversibili. Con l’eccezione degli Stati Uniti, tutti i membri del Consiglio di Sicurezza hanno chiesto un cessate il fuoco immediato e duraturo.

L’inviato speciale statunitense ha dichiarato che si sta lavorando per chiudere la guerra entro la fine dell’anno. Tuttavia, i dettagli della riunione rimangono scarsi. È stato riferito che Blair e Kushner hanno presentato piani per il dopoguerra e che si è discusso di come aumentare gli aiuti alimentari a Gaza. Al centro del dibattito c’è la possibile forma di governo della Striscia in un futuro senza Hamas. Gli Stati Uniti e Israele desiderano che Hamas non abbia alcun ruolo nell’amministrazione post-conflitto, ma sono aperti a discutere la definizione di Hamas a Gaza dopo la guerra.

I Paesi arabi stanno anche iniziando a muoversi per un futuro senza Hamas. Centinaia di palestinesi si stanno addestrando in Egitto per formare una forza di sicurezza capace di garantire la stabilità della Striscia. Molte delle reclute appartengono ai servizi di sicurezza dell’Autorità Palestinese in Cisgiordania, ma alcune potrebbero essere parte di Fatah, il partito palestinese secolare e oppositore di Hamas. Questa iniziativa segue il cambio di posizione dei 22 Paesi della Lega Araba, che a luglio avevano chiesto ufficialmente ad Hamas di disarmarsi e porre fine al suo controllo della Striscia.

Tuttavia, un piano per installare forze di sicurezza provenienti dall’Autorità Palestinese incontrerebbe l’opposizione di Israele, che non vuole l’Autorità coinvolta nel governo della Striscia. Anche un rappresentante di Hamas ha bocciato la proposta araba di una forza internazionale, sostenendo che personale non palestinese non sarebbe mai accettato a Gaza.

Mentre negli Stati Uniti si discute del futuro post-guerra, Israele ha intensificato i bombardamenti su Gaza City. Circa metà della popolazione della Striscia ha trovato rifugio in città. L’esercito israeliano ha dichiarato che le proprie forze stanno operando nella vicina Jabalia e nella periferia per smantellare infrastrutture terroristiche ed eliminare i terroristi. Bombardamenti e spari di carro armato hanno colpito i sobborghi a est della città di Sabra, Shujayea e Tuffah, oltre a Jabalia. Bombardamenti costanti stanno prendendo di mira le aree dove ai residenti è consigliato di cercare rifugio.

Secondo la milizia difensiva locale, 1.500 case sono state completamente distrutte nel quartiere di Zeitoun, centro storico della città. Il ministero della salute di Gaza denuncia che 71 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nelle ultime 24 ore, mentre altri quattro sono morti per fame. Questo porta il numero dei palestinesi uccisi durante la guerra a quasi 63.000. I lavoratori delle Nazioni Unite stanno facendo pressioni perché si inizi a parlare ufficialmente di genocidio, sostenendo che i criteri legali della sua definizione siano ormai stati raggiunti.

I leader internazionali discutono sforzi diplomatici e piani post-conflitto a Gaza.