
La Coalizione dei Volenterosi, riunita a Parigi, ha annunciato la disponibilità di 26 paesi a inviare truppe in Ucraina come forza di rassicurazione. L’obiettivo è garantire la pace e un cessate il fuoco, prevenendo nuovi attacchi. I paesi coinvolti sono pronti a intervenire sulla terraferma, in mare o in aria per rassicurare il popolo ucraino e mantenere il cessate il fuoco una volta attuato. Tuttavia, la sincerità della Russia e dei suoi impegni rimane un’incognita, soprattutto dopo il dialogo con Washington. Gli europei vogliono una serie di incontri tra Zelensky e Putin, e poi in un altro formato, per porre fine alla guerra. Se Mosca non rispetterà queste condizioni, saranno prese ulteriori misure con gli Stati Uniti.
Gli americani hanno espresso chiarezza sulla loro partecipazione alle garanzie di sicurezza, ma il sostegno specifico sarà finalizzato nei prossimi giorni. L’idea della Coalizione dei Volenterosi è di dispiegare una forza di peacekeeping in Ucraina alla fine della guerra. Accanto alla Francia, il Regno Unito sta spingendo in questa direzione. Le due potenze nucleari europee stanno cercando di mettere insieme un piano per contribuire alla sicurezza di Kiev, mentre Mosca chiede un massiccio ridimensionamento dell’esercito ucraino come parte di qualsiasi accordo.
Alla riunione indetta a Parigi, erano presenti circa 35 paesi, tra cui i 27 europei, membri del Commonwealth, dell’Asia e paesi alleati non appartenenti alla NATO come Australia, Giappone e Nuova Zelanda. Tutti stanno valutando l’ipotesi di contribuire con finanziamenti, truppe, aerei o navi per proteggere Kiev da ulteriori aggressioni russe una volta raggiunto un cessate il fuoco. Tuttavia, ci sono distanze significative all’interno della compagine. Alcuni paesi sono disposti a mandare proprie truppe sul territorio ucraino, mentre altri sono contrari all’invio di militari sul campo e preferiscono schierare uomini nei paesi confinanti o fornire armi e sostegno sul piano dell’intelligence.
L’Italia ha chiarito che non invierà truppe a Kiev, ma è aperta a supportare un eventuale cessate il fuoco con iniziative di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini. Molti paesi attendono di capire cosa farà la Casa Bianca e se Donald Trump darà il via libera a un backstop americano. Washington dovrebbe fornire agli alleati la garanzia di un suo intervento in caso di attacco russo, fornendo la capacità di deterrenza necessaria a dissuadere Mosca dal provocare incidenti che coinvolgano le truppe europee schierate in Ucraina. Tuttavia, non è chiaro se la Casa Bianca si sia impegnata in tal senso.
Nel corso della telefonata con gli omologhi europei, Trump ha esortato l’Europa a smettere di acquistare petrolio russo, affermando che sta aiutando Mosca a finanziare la sua guerra contro l’Ucraina. Ha anche esortato i leader europei a esercitare pressioni economiche sulla Cina perché finanzia gli sforzi bellici della Russia.
Da Mosca è arrivato un netto rifiuto all’ipotesi di truppe occidentali schierate lungo una linea del cessate il fuoco. La Russia considera inaccettabile qualsiasi intervento straniero in Ucraina, che mina la sicurezza. Inoltre, la possibile vendita da parte degli Stati Uniti di oltre 3.000 missili contraddice l’aspirazione di risolvere il conflitto diplomaticamente. Il Segretario della NATO ha osservato che la Russia non ha alcun diritto di veto sullo schieramento di truppe occidentali in Ucraina, poiché è un paese sovrano.
A più di tre anni e mezzo dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, Putin rifiuta di aprire all’ipotesi di un cessate il fuoco, che apra la strada a un accordo di pace più ampio. Putin ha insistito sul fatto che la Russia dovrebbe essere uno dei paesi che agiscono da “garanti” di un’eventuale intesa, un’idea respinta da Kiev e dagli alleati. Questo crea un nodo nel conflitto: mentre Kiev e i suoi partner cercano garanzie contro future aggressioni, Mosca vuole mantenere intatto il potere di colpire l’Ucraina se e quando lo deciderà.
