
E’ importante notare che costruire grandi progetti di infrastruttura negli Stati Uniti è sia costoso che tempo consumante. Il costo di costruire un miglio di autostrada statale è triplicato nella seconda metà del XX secolo, e costruire trasporti urbani negli Stati Uniti è tre volte più costoso rispetto ad altri paesi sviluppati. Inoltre, progetti essenziali come la generazione di energia rinnovabile spesso affrontano ritardi o cancellazioni a causa di lunghi processi di autorizzazione, nonostante i loro chiari benefici ambientali e sociali. Le dichiarazioni di impatto ambientale richiedono più di due anni per essere prodotte in media, e anche una litispendenza fallita può ritardare i progetti di ulteriori mesi o anni. Queste inefficienze ostacolano la crescita economica e la transizione all’energia verde, e probabilmente esacerbano l’ineguaglianza. Le comunità più ricche possono più efficacemente difendere i cambiamenti dei progetti, mentre le comunità più povere spesso sopportano il peso limitato dell’energia, dei trasporti e dello sviluppo.
Il problema della National Environmental Policy Act (NEPA)
Un fattore significativo che contribuisce a questi problemi è la National Environmental Policy Act (NEPA), la pietra angolare del regime di autorizzazione ambientale del governo federale. Approvata nel 1970, la NEPA mirava a integrare le considerazioni ambientali e la responsabilità democratica nelle decisioni relative all’infrastruttura pubblica. Sebbene abbia raggiunto molti esiti positivi, la NEPA ora impone requisiti procedurali complessi che possono richiedere anni per essere soddisfatti. La recente legislazione ha imposto limiti di tempo per le revisioni ambientali, ma non ha affrontato le cause sottostanti dei blocchi procedurali, dei costi elevati e degli esiti disuguali.
Riforme legislative per semplificare la NEPA
Questo articolo propone azioni legislative per riformare la NEPA. L’obiettivo è semplificare l’autorizzazione riducendo la litispendenza e aumentando la pianificazione front-end più robusta e inclusiva, in modo da preservare i valori fondamentali della NEPA mentre l’adatta alle esigenze moderne. Le riforme sono organizzate in quattro soluzioni chiave:
1. Spostamento del potere giuridico
La vigilanza giudiziaria dovrebbe essere limitata per ridurre la litispendenza eccessiva. Ciò include la riforma dello “standard di attenzione approfondita” utilizzato dai tribunali per valutare le azioni delle agenzie, limitando la gamma di alternative che le agenzie devono considerare, abbreviando i termini di prescrizione per le cause, limitando il diritto di azione e limitando la portata delle ingiunzioni giudiziarie. Questi cambiamenti mirano a garantire che le sfide giudiziarie siano più focalizzate e meno probabili di causare ritardi significativi.
2. Facilitazione della decisione popolare e degli accordi negoziati
Il processo di autorizzazione spesso oppone le agenzie governative all’opposizione comunitaria frammentata. Sono necessarie nuove strumentazioni per favorire la decisione popolare e gli accordi negoziati che precluderebbero la litispendenza. I meccanismi come l’approvazione legislativa locale, la compensazione attraverso gli accordi di beneficio comunitario o modelli più sperimentali in cui il governo designa un insieme rappresentativo di gruppi di interesse per negoziare in nome del pubblico potrebbero essere efficaci. Queste approcci aiuterebbero a garantire che le preoccupazioni comunitarie siano affrontate già nel processo iniziale, riducendo la probabilità di dispute più tardi.
3. Rafforzamento della capacità statale
Un regime di autorizzazione funzionante richiede istituzioni ben dotate. Le agenzie dovrebbero essere in grado di espandere il personale, raccogliere dati migliori, coordinare i loro sforzi e fare maggiormente uso di esclusioni categoriche e revisioni accelerate, specialmente per progetti critici di energia pulita e trasporto. Una maggiore capacità consentirebbe alle agenzie di elaborare i permessi in modo più efficiente e efficace, riducendo i ritardi e i costi.
4. Miglioramento della partecipazione pubblica
Un processo di autorizzazione più democratico e equo richiede un’uscita anticipata e ampia. Questa uscita dovrebbe includere non solo gli oppositori più vocali, ma anche gruppi precedentemente marginalizzati e coloro che avrebbero beneficiato dallo sviluppo pianificato. L’esperimentazione con nuovi modelli per garantire l’impiego di un’ampia gamma di stakeholder dovrebbe essere incoraggiata. Involgendo un più ampio range di stakeholder fin dall’inizio, il processo di autorizzazione può essere reso più inclusivo e meno controverso.
Un “bargain verde” per la transizione all’energia verde
Insieme, queste riforme costituiscono un “bargain verde”. Questo approccio accelererebbe la costruzione, abbasserebbe i costi e faciliterebbe la costruzione di infrastrutture necessarie per la transizione all’energia verde. Inoltre, darebbe potere al pubblico più ampio, specialmente alle comunità più povere che sono più colpite da infrastrutture inadeguate, contro interessi ristretti. Inserendo cambiamenti che migliorano l’efficienza con un coinvolgimento più profondo della comunità, il pacchetto legislativo proposto traccia una via d’uscita che onora lo spirito originale della NEPA mentre l’adatta alle realtà economiche, ambientali e sociali di oggi. Questa approccio equilibrato garantisce che i progetti di infrastruttura non siano solo completati più velocemente e in modo più economico, ma anche in modo equo e responsabile per l’ambiente.
