
Il presidente Vladimir Putin ha volato a Delhi per incontrarsi con Narendra Modi, con entrambi i leader che cercano di rafforzare la loro alleanza strategica per resistere alle pressioni degli Stati Uniti e affrontare una Cina sempre più potente. La visita di Putin in India non è passata inosservata, poiché il presidente russo è stato al centro delle notizie internazionali per il suo rifiuto del piano degli Stati Uniti sull’Ucraina. La riunione annuale tra Russia e India si svolge in un contesto di tensioni internazionali profonde, con Modi che ha accolto Putin con tutti gli onori riservati ai capi di stato. Questo gesto sottolinea che il “Partenariato strategico speciale e privilegiato” tra Russia e India, stabilito nel 2010, rimane forte nonostante la guerra in Ucraina e le pressioni occidentali.
Il Financial Times sottolinea che questo vertice annuale dimostra che l’India intende mantenere tutti i canali di comunicazione con Mosca aperti, nonostante il deterioramento del panorama geopolitico globale e l’aumento delle pressioni statunitensi sulle importazioni di petrolio russo. Nell’agenda della riunione a Nuova Delhi, oltre ai nuovi sistemi di armi come gli aerei Su-57 e le versioni avanzate del sistema antimissile S-500, si discuteranno temi di cooperazione bilaterale in difesa, energia, tecnologia e investimenti. Questo è un messaggio politico chiaro a Washington, indicando che Delhi non si lascerà intimidire dalle pressioni degli Stati Uniti per allontanarsi da Mosca.
L’India considera la Russia un socio indispensabile per mantenere un equilibrio tra le grandi potenze e evitare un alineamento forzato con Washington nella sua competizione con la Cina. L’India si trova in un scenario complesso con un’America semi-isolazionista, una Russia più debole e una Cina più forte e assertiva. Ciò rende necessario diversificare le alleanze e non dipendere da un solo paraguas di sicurezza. L’India teme che l’isolamento occidentale possa spingere Mosca verso i bracci di Pechino, quindi accogliere Putin con tutti gli onori è una forma di “prevenzione strategica”. L’obiettivo di Modi è mantenere la Russia come fornitore militare chiave e evitare che la dipendenza russa dalla Cina diventi irreversibile.
La visita di Putin è ben accolta nella scena politica interna indiana. Secondo sondaggi, Putin e la Russia godono di un forte sostegno pubblico tra la maggioranza degli indiani. Molti in India vedono la visita del leader russo come una forma di sfida alle costanti pressioni dell’amministrazione Trump, che hanno disturbato l’opinione pubblica indiana. Per Putin, la visita a Delhi è un successo in sé, poiché gli permette di dimostrare a Washington e al resto dell’Occidente che la Russia non è isolata nonostante gli anni di sanzioni e ostracismo.
Mosca ha un calcolo più profondo: in un momento in cui la Russia dipende sempre più dalla Cina in termini economici e geopolitici, rafforzare la relazione con l’India aiuta a evitare una posizione subordinata rispetto a Pechino. Inoltre, la Russia ha un forte interesse economico nel mantenere l’India come principale acquirente di petrolio russo, cruciale per finanziare la guerra, e come mercato per i sistemi di armi russi. Il vertice annuale India-Russia, che si era sospeso durante la guerra in Ucraina, si riattiva oggi per mostrare che il Cremlino conserva almeno parte della sua capacità diplomatica tradizionale.
Una variabile chiave che ha rafforzato il partenariato tra Delhi e Mosca è stato il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Negli ultimi tre anni, gli Stati Uniti e l’Europa avevano tollerato la posizione ambigua di Delhi, permettendo che si convogliasse in uno dei principali acquirenti di petrolio russo a basso costo senza violare formalmente le sanzioni. Tuttavia, con Trump, tutto è cambiato. L’amministrazione ha accusato l’India di finanziare la guerra russa, ha chiesto una riduzione drastica delle importazioni energetiche di Russia e ha imposto arance del 25% su alcune categorie di beni indiani. La reazione di Delhi è stata di irritazione e crescente diffidenza, poiché le pressioni statunitensi sono state percepite come un tentativo di forzare l’India a allinearsi con Washington. Paradoxalmente, ciò ha portato l’India a accelerare il suo avvicinamento a Mosca per equilibrare una relazione con Washington che ora sembra più volatilità che mai.
Il messaggio che emerge dal vertice è chiaro: l’India e la Russia continueranno a cooperare in vari settori strategici perché entrambe considerano la loro relazione cruciale per navigare un sistema internazionale sempre più instabile. In questo contesto, la visita di Putin a Delhi conferma come il sistema internazionale stia evolvendo al di là delle categorie geopolitiche del passato. L’India cultiva la sua relazione con Mosca per preservare la sua autonomia strategica nonostante le crescenti pressioni di Washington e dell’Europa, mentre la Russia utilizza la piattaforma indiana per dimostrare che non è isolata. Nel multipolarismo fluido di oggi, la relazione tra l’India e la Russia suggerisce che ciò che importa sono le opzioni più che gli alineamenti rigidi, una dinamica con cui l’Occidente dovrà confrontarsi.
Il presidente Vladimir Putin è volato a Delhi per incontrare Narendra Modi, con entrambi i leader che cercano di rafforzare la loro alleanza strategica per resistere alle pressioni degli Stati Uniti e affrontare una Cina sempre più potente. La visita di Putin in India non è passata inosservata, poiché il presidente russo è stato al centro delle notizie internazionali per il suo rifiuto del piano degli Stati Uniti sull’Ucraina. La riunione annuale tra la Russia e l’India si svolge in un contesto di profonde tensioni internazionali, con Modi che riceve Putin con tutti gli onori riservati ai capi di stato. Questo gesto sottolinea che il “Partenariato strategico speciale e privilegiato” tra la Russia e l’India, stabilito nel 2010, rimane forte nonostante la guerra in Ucraina e le pressioni occidentali.
Il Financial Times sottolinea che questo vertice annuale dimostra che l’India intende mantenere tutti i canali di comunicazione con Mosca aperti, nonostante il deterioramento del panorama geopolitico globale e l’aumento delle pressioni statunitensi sulle importazioni di petrolio russo. Nell’agenda della riunione a Nuova Delhi, oltre ai nuovi sistemi di armi come gli aerei Su-57 e le versioni avanzate del sistema antimissile S-500, si discuteranno temi di cooperazione bilaterale in materia di difesa, energia, tecnologia e investimenti. Questo è un messaggio politico chiaro a Washington, indicando che Delhi non si lascerà intimidire dalle pressioni degli Stati Uniti per allontanarsi da Mosca.
L’India considera la Russia un socio indispensabile per mantenere un equilibrio tra le grandi potenze e evitare un allineamento forzato con Washington nella sua competizione con la Cina. L’India affronta uno scenario complesso con un’America semi-isolazionista, una Russia più debole e una Cina più forte e assertiva. Ciò rende necessario diversificare le alleanze e non dipendere da un solo paraguas di sicurezza. L’India teme che l’isolamento occidentale possa spingere Mosca verso i bracci di Pechino, quindi accogliere Putin con tutti gli onori è una forma di “prevenzione strategica”. L’obiettivo di Modi è mantenere la Russia come fornitore militare chiave e evitare che la dipendenza russa dalla Cina diventi irreversibile.
La visita di Putin è ben accolta nella scena politica interna indiana. Secondo sondaggi, Putin e la Russia godono di un forte sostegno pubblico tra la maggioranza degli indiani. Molti in India vedono la visita del leader russo come una forma di sfida alle costanti pressioni dell’amministrazione Trump, che hanno turbato l’opinione pubblica indiana. Per Putin, la visita a Delhi è un successo in sé, poiché gli permette di dimostrare a Washington e al resto dell’Occidente che la Russia non è isolata nonostante anni di sanzioni e ostracismo.
Mosca ha un calcolo più profondo: in un momento in cui la Russia dipende sempre più dalla Cina in termini economici e geopolitici, rafforzare la relazione con l’India aiuta a evitare una posizione subordinata rispetto a Pechino. Inoltre, la Russia ha un forte interesse economico nel mantenere l’India come principale acquirente di petrolio russo, cruciale per finanziare la guerra, e come mercato per i sistemi di armi russi. Il vertice annuale India-Russia, che si era sospeso durante la guerra in Ucraina, si riattiva oggi per mostrare che il Cremlino conserva almeno parte della sua capacità diplomatica tradizionale.
Una variabile chiave che ha rafforzato il partenariato tra Delhi e Mosca è stato il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Negli ultimi tre anni, gli Stati Uniti e l’Europa avevano tollerato la posizione ambigua di Delhi, permettendo che si trasformasse in uno dei principali acquirenti di petrolio russo a basso costo senza violare formalmente le sanzioni. Tuttavia, con Trump, tutto è cambiato. L’amministrazione ha accusato l’India di finanziare la guerra russa, ha chiesto una riduzione drastica delle importazioni energetiche della Russia e ha imposto dazi punitivi del 25% su alcune categorie di beni indiani. La reazione di Delhi è stata di irritazione e crescente diffidenza, poiché le pressioni statunitensi sono state percepite come un tentativo di costringere l’India a allinearsi con Washington. Paradoxalmente, questo ha portato l’India a accelerare il suo avvicinamento a Mosca per bilanciare una relazione con Washington che ora sembra più volatilità che mai.
Il messaggio che emerge dal vertice è chiaro: l’India e la Russia continueranno a cooperare in diversi settori strategici perché entrambe considerano la loro relazione cruciale per navigare un sistema internazionale sempre più instabile. In questo contesto, la visita di Putin a Delhi conferma come il sistema internazionale stia evolvendosi al di là delle categorie geopolitiche del passato. L’India coltiva la sua relazione con Mosca per preservare la sua autonomia strategica nonostante le crescenti pressioni di Washington e dell’Europa, mentre la Russia utilizza la piattaforma indiana per dimostrare che non è isolata. Nel multipolarismo fluido di oggi, la relazione tra l’India e la Russia suggerisce che ciò che conta sono le opzioni più che gli allineamenti rigidi, una dinamica con cui l’Occidente dovrà confrontarsi.
