
E’ importante notare che la democrazia maliana presenta un paradosso: mentre la maggior parte dei maliani preferisce la democrazia, sono insoddisfatti della sua pratica. Questa insoddisfazione ha portato molti a tollerare il regime della giunta, sperando che possa riformare le istituzioni statali e renderle più responsabili nei confronti della popolazione. Due fattori chiave hanno storiciamente limitato la capacità del Mali di consolidare la democrazia: istituzioni formali deboli e la tendenza ad affrontare i problemi di politica pubblica attraverso canali extra-institutionali come le proteste o la lobby.
Perché il Mali possa intraprendere un percorso democratico più sostenibile
Il Mali deve rafforzare e consolidare le istituzioni formali, compresi i partiti politici e l’Assemblea Nazionale. Queste istituzioni devono bilanciare e controllare il potere sovrano del presidente. L’uso regolare di queste istituzioni come forum per affrontare le aspirazioni e le lamentele può renderle più rispondenti e meno propense a rilassarsi in assenza di pressione da parte dei cittadini.
Per incoraggiare la partecipazione dei cittadini, queste istituzioni devono costruire legittimità. Il Mali ha tradizioni culturali consolidate di consultazione, deliberazione e tolleranza. La cultura politica maliana favorisce la “governance del consenso”, che può creare un disprezzo per i sistemi “uno uomo, una votazione” che risolvono le questioni con un voto di maggioranza basato sulle prospettive individuali.
Questo saggio esplora come il governo maliano possa sfruttare il sostegno diffuso per la consultazione e la deliberazione politica per integrare la partecipazione aperta e diretta nelle istituzioni formali, affrontando la “crisi della rappresentanza”. Le conferenze nazionali e le consultazioni hanno avuto storia di verificarsi ai margini delle istituzioni formali o durante momenti di crisi.
Per migliorare i forum per la partecipazione diretta e aumentare la legittimità e l’impegno con le istituzioni governative, strategie possono essere tratte da esempi come le assemblee dei cittadini in Australia, Irlanda, Belgio e Svizzera. Critico per questa discussione è l’integrazione completa di queste pratiche nelle istituzioni statali.
Le tradizioni deliberative e consultative del Mali
Le tradizioni deliberative e consultative del Mali hanno punti di forza e di debolezza. L’evaluazione di queste pratiche utilizzando criteri stabiliti dai teorici della democrazia deliberativa – come la qualità della deliberazione che informa i cittadini, l’inclusività e la legittimità dei rappresentanti, e l’abilità dei forum consultivi di raggiungere gli obiettivi di politica – può aiutare a identificare modi per incorporare meglio queste pratiche nelle istituzioni formali.
I momenti storici in cui il governo ha coinvolto la popolazione in varie tipologie di consultazione e deliberazione forniscono preziose informazioni. Queste strategie possono essere valutate per comprendere la loro efficacia nel favorire le pratiche democratiche. Attraverso l’analisi di esempi da altri contesti, possono essere formulate proposte per incorporare queste pratiche nelle istituzioni politiche.
Un percorso democratico più sostenibile
Per raggiungere un percorso democratico più sostenibile, il Mali deve concentrarsi sul rafforzamento delle istituzioni formali e sull’integrazione delle pratiche deliberative. Questo approccio può aiutare ad affrontare la crisi della rappresentanza e a rendere le istituzioni democratiche più rispondenti alle esigenze e alle aspirazioni della popolazione maliana.
