
Mohammed bin Salman (MBS), il principe ereditario saudita, arriva a Washington come figura chiave nella nuova architettura del Medio Oriente, con ambizioni saudite e pressioni americane che si intrecciano. La sua visita alla Casa Bianca, prevista per il 18 novembre, sarà un incontro amichevole con Donald Trump e un’occasione per stringere accordi commerciali e di difesa. Questo viaggio segna il ritorno di MBS sulla scena politica di Washington, dopo che la sua ultima visita nel 2018 fu oscurata dall’indignazione internazionale per l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuto nel consolato saudita di Istanbul. Nonostante la monarchia neghi ogni responsabilità, è ampiamente ritenuto che MBS abbia autorizzato l’operazione che portò all’uccisione del giornalista.
Da allora, tuttavia, i rapporti bilaterali tra Stati Uniti e Arabia Saudita si sono ripresi. Quando Trump è tornato in carica nel gennaio 2025, la sua prima visita all’estero è stata a Riyadh, dove è stato accolto con l’annuncio di un investimento di 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Durante il loro incontro a Washington, i due leader discuteranno di intelligenza artificiale, investimenti e collaborazione in vari settori, ma il cuore dei colloqui riguarderà difesa, sicurezza e nucleare. A giugno scorso, Israele e Stati Uniti hanno attaccato gli impianti nucleari iraniani. A ottobre, dopo che Israele aveva preso di mira la leadership politica di Hamas in Qatar, un fragile cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti ha interrotto quasi due anni di guerra a Gaza.
La trasformazione del paese
MBS mira a concludere un accordo sulla sicurezza che sia valido almeno quanto quello che Trump ha recentemente siglato con il Qatar, in un momento di grande incertezza per tutto il Medio Oriente. Sette anni dopo la vicenda Khashoggi, MBS si presenta alla Casa Bianca come un mediatore di pace, che sta riparando i legami con l’Iran, sostenendo il cessate il fuoco e la ricostruzione a Gaza, e favorendo il ritorno della Siria nel consesso dei paesi arabi. Questa svolta è sorprendente per un principe un tempo etichettato come autocrate incline all’avventurismo, dopo l’incarcerazione di centinaia di membri dell’élite saudita, le dimissioni forzose dell’allora premier libanese Saad Al-Hariri, e la sanguinosa guerra in Yemen.
Con il tempo e mostrando doti di pragmatismo e visione, MBS si è ritagliato un ruolo di leader audace per il paese, guidando una complicata trasformazione. In meno di un decennio, l’Arabia Saudita ha cambiato volto: il principe ha disarmato la polizia religiosa, emarginato i leader religiosi più oltranzisti e spazzato via decenni di austeri codici sociali. Le donne ora possono guidare e lavorare, seppur in modo limitato, mentre la monarchia cerca di trasformare la propria immagine da teocrazia claustrofobica a nazione proiettata verso la modernità.
Contraddizioni e sfide
Tuttavia, il sistema saudita è denso di contraddizioni. La stessa mano che ha aperto la società saudita domina la vita pubblica, mentre ogni forma di dissenso è stata schiacciata e i critici messi a tacere. Il messaggio è inequivocabile: la trasformazione del paese procede alle condizioni imposte dal principe, e il suo prezzo è la lealtà assoluta a MBS. D’altro canto, anche il principe ereditario deve tener conto degli equilibri circostanti. La modernizzazione racchiusa nel suo ‘Vision 2030’ dipende in ultima analisi da due fattori: gli alti prezzi del petrolio, perché ciò che sta facendo è straordinariamente costoso, e l’assenza di conflitti, perché investitori e turisti difficilmente arriveranno se razzi, droni e missili continueranno ad attraversare i cieli del Medio Oriente. Mai come nell’ultimo anno, entrambi questi obiettivi si sono mostrati difficili da ottenere.
La visita di MBS a Washington
Nonostante MBS arrivi a Washington come ‘semplice’ capo di governo, Trump lo riceverà con la cerimonia completa di una visita di Stato. Per il presidente degli Stati Uniti, si tratta di costruire una partnership moderna fondata su interessi comuni: stabilità regionale, integrazione della difesa e interdipendenza economica. Gli Stati Uniti hanno bisogno di partner affidabili, e l’Arabia Saudita ha bisogno di alleati che riconoscano la sua trasformazione e il suo ruolo centrale nel mondo arabo e islamico.
Per MBS, il vertice di Washington significa soprattutto sicurezza e stabilità. Per Trump, Riyadh è una pedina imprescindibile della sua architettura regionale. Prima dell’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, che diede inizio alla guerra a Gaza, Israele e Arabia Saudita erano apparentemente sul punto di firmare un accordo di normalizzazione mediato dagli Stati Uniti, parte dei cosiddetti Accordi di Abramo. Altri paesi arabi, come Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Sudan e Marocco, avevano già normalizzato i rapporti con Israele nel 2020 e nel 2021. Per Riyadh, l’accordo avrebbe avuto più i connotati di un accordo trilaterale, con gli Stati Uniti che avrebbero fornito garanzie di sicurezza, protezione e supporto simili a quelli che gli Stati membri della Nato ricevono dall’Alleanza.
Tuttavia, dopo l’inizio della guerra a Gaza, l’Arabia Saudita ha escluso ogni possibilità di firmare un’intesa con Israele, a meno che non venga creato un percorso credibile verso la creazione di uno Stato palestinese indipendente. Una proposta pubblicamente respinta a più riprese dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Nonostante questa contraddizione, Trump ha ripetutamente affermato di credere che l’Arabia Saudita aderirà agli Accordi di Abramo. Se la normalizzazione non è possibile ora, non significa che non possa tornare sul tavolo. In Medio Oriente, le porte raramente si chiudono: si socchiudono, aspettando il momento giusto per essere riaperte.
La difesa è in cima all’agenda della visita di MBS alla Casa Bianca. Dopo l’attacco iraniano a Saudi Aramco nel 2019, la guerra Israele-Iran nel 2025 e il doppio attacco in Qatar nel 2025, la visita del principe ereditario sarà un successo solo se servirà a ottenere garanzie di sicurezza scritte da parte di Washington. Un ordine esecutivo di Trump, come quello già ottenuto dal Qatar, non può bastare agli occhi dei sauditi senza un accordo rafforzato di difesa che getti le basi per i nuovi assetti di sicurezza del Golfo.
Questo evidenzia il rango di Riyadh tra le monarchie della regione. La visita di MBS alla Casa Bianca è un momento importante per la regione del Golfo, dove la sicurezza è un tema prioritario.
La difesa è un tema delicato e la visita di MBS alla Casa Bianca deve servire a ottenere garanzie di sicurezza scritte da parte di Washington. Un accordo rafforzato di difesa che getti le basi per i nuovi assetti di sicurezza del Golfo è essenziale per la regione.
