
L’economia cinese ha registrato una crescita del PIL del 5,2% nel secondo trimestre del 2025, in linea con il target annuale del governo. Nonostante alcuni segnali di indebolimento, la strategia di Xi Jinping rimane focalizzata sulla prudenza riguardo agli stimoli economici. L’economia cinese ha continuato a espandersi a un tasso superiore al 5% anno su anno (a/a) anche nel secondo trimestre del 2025, portando la crescita del PIL al 5,3% a/a nella prima metà dell’anno. Questo ha contribuito ad avvicinare il paese al target annuale del governo, che si aggira intorno al 5%.
I dati di giugno hanno evidenziato che, alla fine del secondo trimestre, consumi e investimenti hanno perso slancio. Diversi fattori, sia interni che esterni, suggeriscono che questa tendenza di indebolimento potrebbe proseguire nella seconda metà dell’anno. Le autorità cinesi sembrano orientate a non varare misure di stimolo significative e di ampia portata nel breve termine, preferendo un allentamento graduale e mirato. Tuttavia, hanno riportato al centro delle indicazioni di politica economica la riduzione della capacità produttiva in eccesso e la lotta contro la deflazione, in linea con il nuovo modello di sviluppo economico che mira a una crescita di qualità nel lungo periodo, accettando sacrifici nel breve termine.
Tra aprile e giugno 2025, l’economia cinese ha registrato un’espansione del 5,2% a/a, leggermente più moderata rispetto al 5,4% a/a dei due trimestri precedenti. Su base trimestrale, la dinamica è decelerata da 1,2% t/t nel primo trimestre a 1,1% t/t nel secondo trimestre, superando le aspettative di consenso (Bloomberg: 0,9% t/t). Dal lato dell’offerta, la crescita è stata trainata dall’accelerazione dei servizi (da 5,3% a/a nel primo trimestre a 5,7% a/a nel secondo) e, in misura minore, del settore agricolo (da 3,5% a/a nel primo trimestre a 3,8% a/a nel secondo). Questi settori hanno parzialmente compensato il rallentamento dell’industria (da 5,9% a 4,8% a/a). Tra i servizi, quelli informatici hanno mantenuto una crescita molto sostenuta (11,8% a/a), compensando una moderazione della logistica. Il rallentamento dell’industria è stato principalmente dovuto alla contrazione del settore delle costruzioni (-0,6% a/a).
Dal lato della domanda, il contributo del canale estero si è quasi dimezzato rispetto al primo trimestre. Il maggior apporto alla crescita del PIL è stato fornito dai consumi, seguiti dagli investimenti. La spesa pro-capite delle famiglie in termini reali è salita del 5,3% a/a nella prima metà del 2025, con un aumento del 5,1% a/a da aprile a giugno, trainata soprattutto dalla spesa delle famiglie rurali, dove la dinamica del reddito disponibile risulta più elevata. Gli investimenti fissi urbani nominali, frenati dalla forte contrazione del settore immobiliare (stimata a -14,2% a/a in termini nominali nel secondo trimestre 2025, al netto degli acquisti di terreni), sono saliti del 2,1% a/a nel secondo trimestre, ancora supportati dalla spesa per infrastrutture e dagli investimenti nel settore manifatturiero.
L’economia cinese ha dimostrato di reggere meglio delle attese la tempesta dei dazi e la crisi del mercato immobiliare, consolidando ritmi di crescita ancora sostenuti.
After la pubblicazione del dato del PIL, le previsioni di consenso (Bloomberg) si sono mosse al rialzo, arrivando a 4,6% nel 2025 e a 4,2% per il 2026. Una crescita del 5,3% nella prima metà dell’anno fornisce supporto statistico alla dinamica annuale del PIL, contribuendo ad avvicinarla al target del governo. Tuttavia, i rischi sulla previsione sono al rialzo, anche se si ipotizza un rallentamento della crescita intorno a 4,4%-4,6% a/a nella seconda metà dell’anno.
Il contesto interno e l’estrema incertezza del quadro internazionale richiedono prudenza. I dati di giugno hanno segnalato che, alla fine del secondo trimestre, mentre la produzione industriale è accelerata, consumi e investimenti hanno cominciato a perdere slancio. Diversi fattori prefigurano che questa tendenza di indebolimento della domanda interna prosegua nella seconda metà dell’anno. Tra questi, l’esaurirsi degli effetti positivi dei programmi di permuta e di anticipo degli ordini esteri, le misure di limitazione delle spese superflue dei dipendenti pubblici, e la rinnovata attenzione alla riduzione della sovracapacità produttiva. A questi si aggiunge l’elevata incertezza sull’evoluzione del quadro internazionale, sia commerciale che geopolitico.
Le tensioni tra Cina e Stati Uniti, nonostante i progressi raggiunti nell’accordo quadro di Londra, sono destinate a permanere, soprattutto riguardo alle terre rare e all’accesso alla tecnologia avanzata. È probabile che i dazi rimangano elevati dopo il 12 agosto, data in cui scade la sospensione di 90 giorni raggiunta con la tregua di Ginevra. Le esportazioni difficilmente riusciranno a mantenere i ritmi di crescita della prima metà dell’anno, considerando che le autorità cinesi sembrano restie ad assecondare un deprezzamento del cambio e che le imprese cinesi devono affrontare crescenti misure antidumping da parte di altri Paesi.
La crisi del mercato immobiliare persiste, insieme alle pressioni deflazionistiche. Il governo ha distribuito 162 miliardi di yuan (circa 23 miliardi di dollari) in sussidi al programma di permuta nella prima metà dell’anno e ne distribuirà altri 138 nella seconda metà (per un totale di 300 miliardi di yuan nel 2025, da 150 miliardi nel 2024). Il programma ha contribuito a sostenere tassi di crescita a due cifre delle vendite al dettaglio di elettrodomestici e dispositivi elettronici, e in parte di arredamento e automobili elettriche. Tuttavia, è probabile che i sussidi abbiano semplicemente incentivato le famiglie ad anticipare la spesa per beni durevoli, che difficilmente potrà mantenere questi ritmi nella seconda
Las ventas al detalle totales en junio, aunque en aumento del 4,8% a/a gracias al impulso de los compartidos subsidiados, registraron un descenso del 0,2% mensual, el primer desde mediados de 2024. Emergió un ralentamiento de los bienes de consumo de larga duración y del sector del catering y la restauración, sobre el cual las medidas de austeridad para los empleados públicos continuarán pesando. Las autoridades chinas han emitido directrices para estimular los consumos, dirigidas a proporcionar mayor acceso al crédito a empresas y familias en sectores como el comercio al detalle, la hospitalidad y la restauración, la cultura, el deporte, la entretenimiento, el turismo y la educación. Al menos tres provincias han comenzado a distribuir cupones para los servicios infantiles, y el gobierno está trabajando en un plan para erogarlos también a nivel nacional.
Otras directrices recientemente emitidas
Estas directrices están dirigidas a apoyar la creación de puestos de trabajo antes de la temporada de graduaciones, que este año verá un número récord de graduados que entrarán en el mercado laboral. El gobierno continúa con la política de apertura unilateral de visados y de reembolso fiscal para los turistas, con la intención de apoyar el consumo de servicios turísticos. Sin embargo, estas medidas difícilmente podrán iniciar un aumento significativo de la confianza de las familias sin una estabilización del mercado inmobiliario y un mejoramiento más tangible del mercado laboral.
La propensión al ahorro de las familias sigue alta, y más elevada que los niveles pre-pandemia para las familias urbanas. La encuesta de la Banca Popular de China sobre los depósitos urbanos indica que a finales de 2024 más del 60% de los entrevistados prefería ahorrar, y que las intenciones de gastos para bienes duraderos seguían más bajas que los valores pre-pandemia, junto con las intenciones de compra de viviendas.
La confianza de los consumidores, aunque en mejora con respecto a los mínimos de la segunda mitad de 2024, sigue muy lejos de los niveles pre-pandemia. Los timidos señales de estabilización del mercado inmobiliario de principios de año se han ido invertiendo. La continua contracción de los inversiones en el sector inmobiliario fue acompañada en junio por un empeoramiento del índice de clima del sector y por nuevos descensos de los precios de los inmuebles, tanto de nueva construcción como existentes, y de las compraventas. El stock de inmuebles no vendidos, incluyendo los proyectos no completados, se acerca a los 25-30 meses de venta.
El mercado laboral sigue débil y la dinámica de los salarios continúa ralentizándose. En 2024 el salario medio aumentó solo un 2,8%, en comparación con ritmos de crecimiento medios del 7,5% en el período 2019-2023 y casi el 10% en el quinquenio pre-pandemia. El ingreso medio mensual de los trabajadores migrantes sigue ralentizándose y el salario de entrada en los sectores de la nueva economía está en contracción anual desde mediados de 2023, lo que reforzará las presiones deflacionistas derivadas de la sobracapacidad productiva y de la guerra al rebajo de los precios que ha involucrado principalmente el sector automotriz, pero también otros bienes de consumo y servicios.
El deflador del PIB, en descenso del 1,3% a/a en el segundo trimestre de 2025, registró el décimo dato negativo en los últimos 11 trimestres y el peor desde la crisis financiera de 2008. El tema de la sobracapacidad productiva, después de haber sido parcialmente reducido en el debate público interno, ha vuelto a ser el centro de las preocupaciones de las autoridades. Según el comunicado de la reciente reunión de la Comisión central para Asuntos Económicos y Financieros, presidida por el presidente Xi Jinping y celebrada a principios de julio, la limitación de la competencia desleal al rebajo de precios, el mejoramiento de la calidad de los productos y la reducción de la sobracapacidad productiva se convertirán en objetivos prioritarios de la política económica del gobierno.
Las autoridades de Pekín, durante la reciente Conferencia central sobre el Trabajo Urbano, han excluido estimulos en gran escala al sector inmobiliario, confirmando que las políticas urbanísticas se concentrarán en el mejoramiento de la calidad del patrimonio existente en lugar de su expansión adicional. Estos indicios de política económica son coherentes con el objetivo de perseguir para el país un nuevo modelo de desarrollo económico que busca una crecimiento de calidad en el largo plazo, aceptando sacrificios en el corto plazo.
La reducción de la sobracapacidad productiva, que podría afectar no solo sectores como el fotovoltaico, sino también la alta tecnología, aunque con efectos positivos para el crecimiento potencial de largo plazo, en el corto-medio plazo implicará un ralentamiento de la producción y de los inversiones, incluso en el sector manufacturero, contribuyendo a un adelanto más moderado de la actividad económica.
