
E’ importante notare che le Forze Armate Spagnole (FAS) si trovano in un contesto di professionalizzazione integrale. La scarsità di candidati nazionali per la Tropa e la Marineria ha portato all’approvazione, nel 2002, dell’ammissione di soldati stranieri, anche se con limitazioni. A partire dal 2005, la proporzione di soldati immigrati nelle FAS ha subito un rapido aumento, superando il 10%. Tuttavia, con la crisi economica, questa quota ha iniziato a diminuire, stabilizzandosi al 5% nel 2024. L’integrazione dei soldati immigrati nelle FAS è stata maggiormente soddisfacente, e l’opinione pubblica spagnola ha mostrato un’accettazione generale di questa realtà.
La trasformazione delle FAS nel XXI secolo
All’inizio del XXI secolo, le FAS si trovavano in una delle maggiori trasformazioni della loro storia. Nel 1996, si è deciso l’eliminazione progressiva del servizio militare obbligatorio e la professionalizzazione integrale della Tropa e della Marineria, allineandosi con altri alleati della NATO. Questa transizione non è stata facile; nonostante le campagne informative e la permisività dell’arruolamento delle donne dal 1988, le richieste di reclutamento hanno raggiunto solo il 70% delle postazioni offerte. Fattori strutturali come la transizione demografica e il debilitamento del sentimento patriottico, insieme all’aumento economico e alla bolla immobiliare, hanno complicato il reclutamento. In risposta, sono state implementate diverse misure, tra cui l’aumento dell’età di reclutamento e la riduzione dei requisiti fisici e cognitivi. Infine, nel 2002, si è aperto la porta all’ammissione di stranieri, anche se con restrizioni.
La presenza di stranieri nelle FAS
La presenza di stranieri negli eserciti non era nuova; esempi storici includono la Legione Esterna francese e il Reggimento dei Royal Gurkha Rifles britannico. In Spagna, unità come i Regolari di Melilla e la Legione avevano già integrato combattenti di altre nazionalità. Secondo l’ONU, un migrante internazionale è qualsiasi persona che vive in un paese diverso da quello in cui è nata, indipendentemente dalla sua nazionalità. Nel 2000, i soldati immigrati rappresentavano circa il 2% delle FAS. L’ammissione di immigrati non nazionalizzati nel 2002 ha rappresentato un cambiamento significativo, sia quantitativamente che qualitativamente. Quantitativamente, il gruppo di stranieri di età compresa tra 18 e 28 anni residenti in Spagna raggiungeva le 478.791 persone, rendendolo un importante calderone di potenziali recluti. Qualitativamente, ha comportato l’adattamento a un modello multiculturale, che poteva influire sulla operatività e sul prestigio delle FAS.
La Legge 32/2002 e il Decreto Reale 1244/2002
La Legge 32/2002 ha permesso l’accesso alla condizione di Tropa e Marineria Professionale (TMP) a stranieri maggiorenni e senza antecedenti penali residenti legalmente in Spagna. Tuttavia, il Decreto Reale 1244/2002 ha stabilito importanti restrizioni. Sono state limitate le nazionalità di origine a quelle dei 18 paesi hispanoamericani e della Guinea Equatoriale, escludendo i cittadini dell’Unione Europea e i marocchini, la principale comunità straniera in Spagna. È stato stabilito un massimo del 2% di stranieri sul totale degli effettivi di TMP, permettendo loro di entrare solo in alcune specialità e unità, e limitando il loro impegno a un massimo di tre anni, prorogabili se si fossero in corso i procedimenti per l’acquisizione della cittadinanza spagnola.
La proporzione di soldati senza cittadinanza spagnola nelle FAS
Tra il 2002 e il 2024, la proporzione di soldati senza cittadinanza spagnola nelle FAS ha subito un aumento e una successiva caduta. Nella seconda metà degli anni 2000, il peso dei nati all’estero ha superato il 10%. Le cause di questo aumento hanno incluso l’aumento del massimo del 2% di stranieri in TMP, l’ampliamento delle specialità e delle unità a cui potevano aspirare, e l’incremento generale delle condizioni lavorative. Tuttavia, con la crisi economica, le postazioni offerte dalle FAS hanno recuperato l’attrattiva per molti giovani spagnoli, portando a una diminuzione nella quota di militari nati all’estero. Inoltre, la nazionalizzazione generale di questi soldati, dopo aver soddisfatto i requisiti stabiliti dal Partito Popolare, ha contribuito alla loro diminuzione nelle FAS.
Gli immigrati nelle FAS nel 2024
Nel 2024, gli immigrati rappresentavano circa il 5% del totale delle FAS, una quota equivalente a quella esistente quasi 20 anni fa. Gli immigrati presenti nelle FAS mostravano caratteristiche sociodemografiche equiparabili a quelle dei militari autoctoni. Le donne raggiungevano il 10,8% del gruppo, e il 91,1% disponeva di un livello di istruzione superiore all’obbligatorio. Inoltre, una parte significativa di questi immigrati aveva ricevuto formazione militare precedente nei loro paesi di origine, riflettendo il loro alto rendimento e l’assoluta osservanza del regime militare. L’opinione pubblica spagnola aveva assimilato soddisfacentemente la presenza di soldati stranieri nelle FAS, con due di ogni tre spagnoli accettando senza problemi l’ammissione di stranieri che risiedessero legalmente nel paese.
Gli immigrati di seconda generazione nelle FAS
Infine, gli immigrati di seconda generazione, nati in Spagna con almeno un progenitore nato fuori dalle loro frontiere, cominciavano a farsi notare nelle FAS. Nel 2024, questi immigrati di seconda generazione rappresentavano il 2,7% del totale delle FAS. Sebbene con un ritardo più allontanato dalle unità di Ceuta e Melilla, la loro presenza era sempre più visibile. Considerando sia i militari immigrati di prima che di seconda generazione, nel 2024 questi aggregavano un 7,4% del totale delle FAS, una cifra simile a quella di paesi come l’Italia e i Paesi Bassi, ma ancora molto lontana da quella che rappresentano in Francia e Germania. Questi paesi, dove l’ingresso significativo di immigrati risale decine di anni fa, possono servire da specchio per guardarsi a lungo termine in termini di diversità del personale militare.
