
Il contesto geo-economico attuale è caratterizzato da protezionismo e frammentazione. L’UE e la Germania enfatizzano la necessità di rafforzare il commercio regolamentato con i partner, piuttosto che seguire strade protezioniste. Ciò dovrebbe essere raggiunto soprattutto attraverso nuovi accordi commerciali.
Un segnale positivo in questa direzione è l’iniziativa dell’UE per dare nuovo slancio alla sua politica commerciale. Un elemento centrale in questo senso è l’accordo tra l’UE e gli stati del Mercosur, che la Commissione europea ha presentato ai membri. L’obiettivo è la ratifica della parte commerciale entro la fine dell’anno. Inoltre, le trattative con l’Indonesia dovrebbero essere completate con successo entro settembre. Altri importanti partner sulla lista sono l’India (entro la fine del 2025) e l’Australia. In corso sono anche le trattative con la Malesia, la Thailandia e le Filippine.
Questi accordi sono fondamentali per vincere nuovi partner e migliorare l’accesso al mercato per l’industria esportatrice tedesca e europea, che rappresenta la base per il benessere attuale e un alto numero di posti di lavoro.
Preoccupazioni riguardo le clausole speculari
Nonostante queste positive evoluzioni, ci sono preoccupazioni riguardo l’introduzione di clausole speculari da parte di alcuni paesi dell’UE, tra cui la Francia. Queste clausole potrebbero mettere a rischio i progressi attuali nell’accesso al mercato e nuove partnership.
Inoltre, la comunicazione della Commissione sulla “Visione per l’agricoltura e l’alimentazione” del febbraio 2025 mira a una maggiore armonizzazione dei requisiti di produzione per i prodotti importati, in particolare in relazione ai pesticidi e al benessere degli animali, ma in conformità con le norme internazionali.
Le clausole speculari: un problema per i paesi partner
Le clausole speculari sono spesso richieste nelle trattative sui prodotti alimentari e agricoli. Impongono agli esportatori stranieri di rispettare gli stessi requisiti di produzione della UE per poter importare nella UE. Altrimenti, potrebbero essere minacciate le importazioni. Queste clausole si basano sui requisiti di produzione europei e non su standard internazionali.
Non dovrebbero essere confuse con i requisiti di produzione ammissibili e riconosciuti, che riguardano soprattutto le norme sanitarie e fitosanitarie (SPS), come mostrato dall’accordo WTO-SPS.
Un approccio unilaterale non è la soluzione
Sebbene il fine di raggiungere standard di lavoro, ambiente e animali alti a livello mondiale sia degno di lode, è il modo sbagliato di imporre ai paesi partner i requisiti di produzione della UE. L’UE non dovrebbe commettere l’errore di “benedire” i paesi con i suoi requisiti di produzione.
In particolare, i paesi importanti e in via di sviluppo del Sud globale, con cui l’UE vuole stipulare numerosi accordi commerciali e partnership, vedono le clausole speculari come una misura protezionistica, se non addirittura neocoloniale, che impedisce loro l’accesso al mercato interno.
Questo approccio unilaterale può rovinare i progressi negli accordi commerciali.
Un comportamento unilaterale non è nell’interesse della Germania
Un comportamento unilaterale dell’UE che rovinasse i progressi nella politica commerciale con i paesi partner e quindi anche indebolisse la “potenza soft” dell’UE non può essere nell’interesse della Germania.
