globo_gris_transparente

La Rete di IMEC nel Golfo: Collegando Innovazione e Progresso

La rete di IMEC nel Golfo si avanza con la partecipazione dell'Arabia Saudita, del Bahrein e dell'Oman. La mancanza di normalizzazione diplomatica tra Arabia Saudita e Israele è l'ostacolo maggiore. L'incorporazione del Bahrein sarebbe di beneficio per il progetto
Le mappe della regione del Golfo con bandiere diplomatiche e infrastrutture.

Il progetto di interconnessione economica noto come Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC) continua a progredire nonostante le incognite geopolitiche in Medio Oriente. Il principale ostacolo geopolitico per IMEC proviene dal Golfo Persico, in particolare dalla mancata normalizzazione diplomatica tra Arabia Saudita e Israele. Durante la visita del principe ereditario saudita a Washington, Riyadh ha ribadito che senza un percorso concreto per la creazione di uno Stato palestinese non riconoscerà Israele. Tuttavia, il progetto IMEC non è fermo e l’attuale fase di impasse geopolitica potrebbe essere utile per espandere il Corridoio, valorizzandone il potenziale strategico e trans-regionale.

La recente visita della presidente del Consiglio italiana a Manama ha rafforzato l’ipotesi che il Bahrein possa unirsi al progetto IMEC. Il Bahrein rappresenterebbe un valore aggiunto per tre ragioni principali. Innanzitutto, Manama ha firmato gli Accordi di Abramo nel 2020, facilitando potenziali relazioni con Israele. In secondo luogo, l’adesione del Bahrein a IMEC evidenzierebbe l’interesse dell’Arabia Saudita, dato che le scelte politiche del Bahrein riflettono spesso quelle saudite. Terzo, il Bahrein è un hub bancario-finanziario con un sistema avanzato di free trade zones, tra cui la Bahrain Logistics Zone, il Bahrain International Investment Park e il Bahrain International Airport, cruciale per il transhipment.

Da una prospettiva geostrategica, il coinvolgimento del Bahrein in IMEC potrebbe generare sinergie positive con il nord del Golfo, finora isolato dal progetto. Manama fungerebbe da snodo logistico per i flussi commerciali verso e dal Qatar, il Kuwait e potenzialmente l’Iraq. Inoltre, gli investimenti in connettività ferroviaria sono in crescita in tutta l’area. Arabia Saudita e Qatar hanno recentemente annunciato un accordo per la costruzione di una ferrovia ad alta velocità tra Riyadh e Doha. L’Arabia Saudita ha anche rilanciato il piano per la costruzione di un ponte o di un tunnel, denominato Moses, che collegherebbe il regno con l’Egitto in circa venti minuti.

Il ponte egiziano-saudita: una svolta nell’integrazione commerciale tra Golfo e Africa

Il ponte egiziano-saudita segnerebbe una svolta nell’integrazione commerciale tra Golfo e Africa, incoraggiando collegamenti stradali, ferroviari e marittimi dai Paesi africani al Sinai. Beneficerebbe anche della vicinanza con la saudita NEOM. Nonostante alcune osservazioni che vedono Moses come un percorso alternativo a IMEC, aggirando Israele, il progetto potrebbe essere complementare al Corridoio, fornendo un’arteria africana che darebbe “sostanza infrastrutturale” alle strategie africane sempre più presenti nelle agende dei Paesi firmatari del Corridoio. Questo includerebbe investimenti economici, portuali e minerari di Emirati Arabi e Arabia Saudita in Africa, nonché quelli dell’India e del Piano Mattei italiano.

Inclusione dell’Oman nel Corridoio

Includere l’Oman nel Corridoio permetterebbe di sciogliere un nodo finora irrisolto: i rischi di sicurezza nello Stretto di Hormuz. IMEC dovrebbe collegare l’India nordoccidentale con i porti emiratini di Fujairah, Jebel ‘Ali e Khalifa, situati tutti prima dello Stretto. Nonostante l’Iran non abbia mai bloccato Hormuz durante la guerra dei dodici giorni con Israele, il rischio è stato alto e i flussi commerciali ne hanno risentito. Inoltre, nel 2019-2021, l’Iran ha attaccato navi commerciali tra lo Stretto di Hormuz e il Golfo dell’Oman in risposta alla politica della “massima pressione” della prima presidenza Trump.

Relazioni tra Oman e India

Oman e India hanno relazioni bilaterali eccellenti, e New Delhi ha interessi economici e strategici nella città-porto di Duqm, sull’Oceano Indiano. Il porto omanita di Sohar, nel nord del Paese, è al centro di un piano di connettività terrestre con gli Emirati Arabi: una ferrovia collegherà Sohar ad Abu Dhabi in 100 minuti, con reciproci vantaggi commerciali. Inoltre, un accordo per il corridoio dell’idrogeno verde, firmato durante la recente visita del sultano nei Paesi Bassi, porterà energia da Duqm ad Amsterdam via Germania.

Un approccio strategicamente flessibile

In questo quadro, i possibili tracciati per allargare il progetto del Corridoio economico, rendendolo ancora più competitivo e sicuro, sono molti e passano per gli Stati del Golfo. Le capitali arabe del Golfo vedono le infrastrutture come network multidirezionali, non come tracciati binari. Un approccio strategicamente flessibile, utile per accompagnare IMEC oltre lo stallo geopolitico tra Arabia Saudita e Israele.

Diagrammi di corridoi economici e hub logistici che collegano le regioni.