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Mines terrestres : la menace au sol ukrainien

L'invasion russe a transformé une quatrième partie de l'Ukraine, y compris des régions critiques comme Kharkiv et Zaporizhzhya, en zones minées, affectant six millions de personnes et la sécurité alimentaire. La désminage autonome met en danger les agriculteurs et
Agriculteurs ukrainiens équipés de détecteurs métalliques dans des champs agricoles minés, end

L’invasione russa ha renduto le fertili terre ucraine pericolose per gli agricoltori locali e non solo. Questo problema rappresenta una sfida significativa per Kiev, che sta cercando di affrontarlo per garantire una ripresa post-bellica sostenibile. L’invasione su vasta scala da parte della Russia ha trasformato le fertili terre agricole dell’Ucraina nel territorio più contaminato da mine dalla Seconda guerra mondiale. Attualmente, l’Ucraina è considerata uno dei Paesi più contaminati al mondo da mine e residuati bellici esplosivi (explosive remnants of war, ERW). A giugno 2025, oltre 139.000 chilometri quadrati di territorio, pari a quasi un quarto dell’intera superficie del Paese, sono considerati contaminati da mine ed ERW. Oltre sei milioni di ucraini vivono in queste aree pesantemente minate e contaminate, o nelle loro vicinanze, con le regioni agricole più importanti del Paese – in particolare gli oblast’ di Kharkiv, Sumy e Zaporizhzhya – gravemente colpite. La maggior parte delle terre contaminate sono aree agricole, mettendo a rischio la vita degli abitanti locali. Le mine terrestri hanno trasformato uno dei Paesi più fertili del mondo in una zona pericolosa. Le vittime civili continuano ad aumentare: oltre 1.300 persone sono rimaste ferite o uccise da mine ed ERW dal 2022. Molti campi in Ucraina restano inaccessibili agli agricoltori locali, con alcune regioni (come gli oblast’ di Kharkiv e Zaporizhzhya) talmente contaminate che attività agricole di base, come la raccolta e l’aratura, risultano quasi impossibili a causa dei rischi per la salute. Molti agricoltori ucraini effettuano lo sminamento in autonomia con metal detector o trattori, esponendosi così al pericolo di incidenti.

Nonostante questa sfida, l’Ucraina ha compiuto progressi notevoli. All’inizio del 2025 erano stati ispezionati e bonificati circa 35.000 km² di territorio, un’area più estesa dell’oblast’ di Odessa. Solo lo scorso anno, 17.000 km² sono stati restituiti all’uso, inclusi 2.850 km² di terreni agricoli prioritari resi sicuri per l’attività agricola. Allo stesso tempo, il numero di operatori certificati per lo sminamento è passato da sei nel 2023 a 107 nel giugno 2025, mentre il numero di sminatori è aumentato da 1.500 a oltre 4.000, supportati da una flotta di 150 macchine per lo sminamento. La salute del suolo è una preoccupazione cruciale. In molti oblast’ il “suolo nero” è stato danneggiato da compressioni, crateri e inquinanti chimici provenienti da mine e ordigni esplosivi, rendendo necessari ingenti investimenti nella sua bonifica dopo la guerra. Nell’oblast’ di Kharkiv il costo stimato si aggira intorno ai 2 miliardi di dollari, mentre a livello nazionale il costo previsto potrebbe raggiungere almeno i 20 miliardi di dollari. Queste stime non includono gli interventi a lungo termine, come la riparazione dei sistemi di irrigazione e il ripristino della sostanza organica.

È fondamentale prestare attenzione al pericolo potenziale del “bonificare e dimenticare” negli oblast’ ad alta contaminazione da mine. Un esempio è Kharkiv, dove campi classificati come sicuri hanno rivelato la presenza di frammenti metallici e residui chimici che ostacolano la crescita delle colture o comportano rischi per la salute a lungo termine. Per evitare tali regressi, le attività di sminamento devono essere collegate in modo sistematico al monitoraggio e alla bonifica del suolo, nonché allo sviluppo di infrastrutture verdi (ad esempio, frangivento, canali di irrigazione e fasce tampone per la biodiversità). Inoltre, sarà altrettanto fondamentale formare le popolazioni rurali nell’ambito dell’agricoltura rigenerativa e della gestione sostenibile del territorio, così come in quello della mappatura dei servizi ecosistemici per guidare il riposizionamento strategico dei terreni (ad esempio, in zone umide, pascoli e frutteti), al fine di favorire il recupero del suolo e un uso efficiente delle terre in Ucraina.

Per sbloccare pienamente la ripresa rurale e climatica dell’Ucraina, le autorità nazionali dovrebbero integrare lo sminamento con strategie a lungo termine per l’uso del suolo e la rigenerazione ecologica. I terreni bonificati oggi possono essere destinati a molteplici usi strategici oltre all’agricoltura, come riforestazione, corridoi per la biodiversità, agroforestazione, infrastrutture solari e sequestro del carbonio nel suolo. Tuttavia, senza un quadro integrato, l’Ucraina rischia di ricostruire su terreni contaminati o degradati. Alcuni progetti pilota dimostrano già cosa possa significare un approccio ibrido. Il ministero degli Affari esteri dell’Ucraina, in collaborazione con partner del settore privato, ha avviato progetti per trasformare campi contaminati in zone per impollinatori destinate alla produzione di miele. Queste iniziative utilizzano droni per seminare piante ricche di nettare, collegando così lo sminamento all’agroecologia e promuovendo la diplomazia dell’export. A loro volta, le ONG internazionali e le agenzie delle Nazioni Unite stanno testando droni basati su intelligenza artificiale e cani da ricognizione tecnici per mappare più rapidamente le zone pericolose e ridurre il rischio fisico per le squadre umane. Queste innovazioni, combinate con immagini satellitari e sensori del suolo, potrebbero consentire all’Ucraina di dare priorità alla bonifica dei terreni con maggiore valore agricolo, ambientale e infrastrutturale.

El ecosistema nacional ucraniano para el desminado ha crecido constantemente en los últimos años. A través de programas como el Mine Action Accelerator, lanzado en colaboración con la Kyiv School of Economics, las start-up ucranianas han obtenido apoyo para diseñar tecnologías desarrolladas localmente destinadas al desminado humanitario. El ministerio de Economía está además incentivando los gastos en equipos para el desminado hechos en Ucrania, con hasta el 40% de los fondos gastados que puede ser potencialmente reingresado en la economía ucraniana. Además, los nuevos programas apoyados por la UE en el marco del paquete de 2,3 mil millones de euros de la Ukraine Facility, anunciados en la Conferencia sobre la recuperación de Ucrania de julio de 2025, incluyen 265 millones de euros en garantías y subvenciones para apoyar la resilencia energética nacional, reconstruir la capacidad de energías renovables y mejorar la eficiencia energética. Estos intervenciones representan pilares fundamentales de la estrategia de recuperación verde del país. Convocar una parte de estos fondos hacia el recupero de los terrenos agrícolas multiplicaría los beneficios tanto en términos climáticos como económicos.

Donaciones anteriores

Desde 2022, los donantes han ya establecido más de un millón de dólares para el desminado humanitario. Sin embargo, para que este apoyo tenga un impacto duradero, debe ser adaptado para favorecer resultados integrados y respetuosos del medio ambiente, en particular en los terrenos agrícolas contaminados de los óblast más afectados. Diversos intervenciones podrían contribuir a razionalizar estos esfuerzos y a acelerar la transición de Ucrania hacia una recuperación rural y climática más rápida. Los esfuerzos de desminado y de recuperación verde de Ucrania deben ser completamente integrados en la más amplia estrategia de reconstrucción nacional, financiada a través del paquete UE de 50 millones de euros de la Ukraine Facility y los nuevos acuerdos bilaterales. La coherencia entre estos instrumentos de inversión será determinante para establecer si Ucrania podrá emerger de la guerra como modelo de transformación sostenible en el contexto post-bélico.

Pertes économiques, équipements agricoles endommagés et statistiques sur